10 MODI DI FARE TURISMO
Piccolo dizionario per viaggiatori alternativi
Il turismo è l'azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, è inoltre necessario, per rientrare nella categoria dei turisti, trascorrere almeno una notte lontani da casa, ma non più di un anno, termine oltre il quale si potrebbe parlare, con maggiore proprietà di emigrazione.

Ecoturismo
Il termine ecoturismo (ecotourism) è ampiamente usato per indicare un turismo basato sul rispetto dei luoghi visitati. Sinonimo di turismo naturalistico, ecologico, “verde”, viene definito dalla Società Internazionale di Ecoturismo come «un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l'ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali». L’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (UICN) parla di ecoturismo come di una «visita alle aree naturali relativamente meno perturbate con il fine di apprezzare le attrazioni naturali (flora e fauna) e ogni manifestazione culturale (presente e passata), attraverso un processo che promuova la conservazione, abbia un basso impatto ambientale e culturale e sia di beneficio alle popolazioni locali». L’ecoturismo, grazie alla Dichiarazione di Quebec City, è entrato a far parte del vocabolario ufficiale delle Nazioni Unite in occasione del Summit sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg, in Sudafrica, nel 2002, a dieci anni dallo storico “Earth Summit” di Rio de Janeiro.

Turismo sociale
Nasce negli anni Cinquanta per offrire ai ceti popolari europei un’opportunità di riposo organizzato. Nel 1963 nasce a Bruxelles il Bureau International du Tourisme Social (BITS), oggi autorevole punto di riferimento nel settore, che riunisce 140 organizzazioni di 35 diversi Paesi. Il turismo sociale favorisce l’incontro e la socializzazione tra le persone, si pratica attraverso reti organizzate (sovente di ispirazione cattolica) e si propone come una formula di turismo accessibile, dunque «di tutti», solidale («per tutti») e cooperativo («con tutti»).

Turismo cooperativo
Affine al turismo sociale, questa tipologia di turismo si realizza, in maniera più specifica, attraverso luoghi e strutture gestite da cooperative. Il turismo cooperativo fa propri i valori della solidarietà, della responsabilità sociale, dell’attenzione agli altri.

Turismo sostenibile
L’aggettivo sostenibile si applica a molte attività produttive, comprese quelle turistiche, che affermano di rispettare l’ambiente, senza esaurire le risorse pregiudicando, secondo la storica definizione lanciata dalle Nazioni Unite, le “opportunità delle generazioni future”. A Lanzarote, nell’aprile del 1995, i Paesi membri dell’Organizzazione Mondiale del Turismo hanno firmato la prima dichiarazione dedicata al turismo sostenibile. Si riconosceva il «carattere ambivalente del turismo», che può essere causa di degrado ambientale oppure elemento di salvaguardia della natura, se gestito in modo attento ed efficace, riducendo il suo impatto. Più recentemente sia l’OMT che l’Unione Europea hanno riconosciuto che le attività turistiche contribuiscono, per esempio attraverso le emissioni di CO2 dei trasporti, al cambio climatico globale e che solo una declinazione in chiave “sostenibile” dei viaggi e delle attività ricettive garantirà un futuro prospero al settore e una conservazione delle comunità ospitanti.

Turismo etico
Il Codice Mondiale di Etica del Turismo è stato approvato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo nel 1999. Nei dieci articoli di cui si compone il Codice si afferma che il turismo è utile alla comprensione tra i popoli, quando è condotto in armonia con le tradizioni dei Paesi di accoglienza. Il turismo è inoltre un fattore di sviluppo sostenibile, se permette di salvaguardare l’ambiente e se coinvolge e beneficia le popolazioni locali. Per gli operatori turistici, affermava ancora l’OMT, vi sarebbe l’obbligo di fornire ai turisti informazioni obiettive e veritiere sui luoghi di destinazione e sulle condizioni di soggiorno, mentre per il turista è sancito il diritto al riposo e «alla scoperta delle ricchezze del pianeta». Più in generale si usa definire “etico” il turista che mette in rilievo i valori e la cultura delle comunità ospitanti, in modo da non adottare comportanti immorali o manchevoli di rispetto nei loro confronti.

Turismo equo e solidale
Gli aggettivi equo e solidale applicati al turismo richiamano alla mente i principi del fair trade, il commercio basato sul pagamento di un prezzo equo di ogni prodotto, a garanzia di una vita dignitosa di chi produce, al Sud del mondo o tra le fasce marginali della società. Definizioni quali tourisme solidaire o turismo justo, in uso in Francia e Spagna, descrivono viaggi organizzati responsabili dal punto di vista sociale ed ecologico. Il ricorso al termine “solidale” si collega anche alla tradizione dei viaggi di volontari diretti a sostenere missioni cristiane o progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi più poveri.

Turismo per i poveri
Il Pro Poor Tourism (PPT) è un insieme di strategie di lotta alla povertà attraverso il turismo, ideate alla fine degli anni ’90 in Inghilterra, a partire dal Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del governo britannico (DFID) e concretizzatesi in seguito grazie all’OMT. Nel 2002 l’OMT ha infatti creato il Programma “ST-EP” (Sustainable Tourism for Eliminating Poverty), in cui si prevede, entro il 2015, il finanziamento di cinquemila progetti di turismo sostenibile nel sud del mondo. La filosofia PPT comprende quindi quei progetti turistici che, nei Paesi in via di sviluppo, collegano il business turistico alle necessità delle popolazioni locali svantaggiate al fine di migliorare la qualità della vita, grazie all’aumento di impieghi e al coinvolgimento delle comunità nello sviluppo turistico del territorio. Il PPT, rispetto ad altri tipi di turismo più indirizzati verso tematiche ambientali o culturali, mette al centro, come priorità assoluta, le comunità povere del sud del mondo, cercando di alleviare la loro condizione di povertà con azioni concrete.

Turismo comunitario
Il Community Based Tourism si definisce come il servizio turistico gestito in modo collettivo a beneficio della comunità e degli abitanti di un territorio. Una caratteristica di questa tipologia turistica è l’offerta di alloggio in famiglia presso comunità sfavorite, ma impegnate nella promozione del territorio.

Turismo accessibile
Per turismo accessibile si intende l’insieme di servizi e strutture in grado di permettere a persone con esigenze speciali la fruizione della vacanza senza ostacoli né difficoltà: anziani, persone con disabilità psicomotorie e con problemi alimentari che necessitano di particolari agevolazioni per la pratica del viaggiare.

Turismo responsabile
Il turismo è responsabile quando «attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture», secondo la definizione fonrita nel 1997 dall’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR). Le raccomandazioni per un viaggiatore responsabile riguardano le fasi prima della partenza, durante il viaggio e anche il momento del ritorno. Prima della partenza è importante informarsi sul Paese che si visiterà e chiedere la “trasparenza del prezzo” al tour operator prescelto, per sapere quale percentuale del prezzo del viaggio rimane alla comunità ospitante; a sua volta l’organizzatore si impegna a rispettare l’ambiente nella scelta degli alloggi e dei mezzi di spostamento in loco e sceglierà piccoli partner locali per i servizi di cui necessita, producendo così ricadute dirette sull’economia del posto; durante il viaggio il turista è invitato a non ostentare ricchezza né ad offendere gli usi locali e al suo ritorno valuterà insieme all’organizzatore
se le aspettative sono state soddisfatte.
Gallery
In: Articoli
Tags:
Turismo Responsabile
« Indietro
Topics
News
Gallery