VOLONTURISMO
Cos'è il Volonturismo
E' impossibile calcolare quante persone si regalino una vacanza nel mondo, ma alcune tendenze si possono evidenziare quando si riflette sul turismo: i viaggiatori internazionali sono quasi un miliardo, una cifra in crescita permanente e all’apparenza inarrestabile; una massa enorme di persone che si spostano ogni anno, in particolare, da e verso l’Europa, l’India, il Sud Est asiatico e il Nord America; cresce in generale l’interesse di chi viaggia (e di chi organizza l’ospitalità, ovvero alberghi, trasportatori e ristoranti) verso la conservazione della natura del luogo visitato e verso la sua cultura autentica, alla ricerca di una vacanza “dotata di senso”, in sostituzione di pacchetti “mordi e fuggi” e villaggi turistici fasulli. Infine, si rafforza il volonturismo: la galassia di coloro che si mettono in viaggio “con uno scopo”, i turisti solidali, orientati da valori etici, sociali, insomma, i viaggiatori attenti alle ricadute dei loro spostamenti, sul piano ecologico, culturale, economico e pronti a dare una mano alle comunità ospitanti.

Il termine “volonturismo” è piuttosto recente, ma si giova dell’influenza dei movimenti di critica al turismo tradizionale, sorti fin dagli anni Sessanta, dei movimenti ecologisti, pacifisti e dei sostenitori di una “globalizzazione dei diritti”.
La parola voluntourism fonde i termini voluntary e tourism ed è diffusa soprattutto nei Paesi angolofoni, dove è usata in un’accezione ampia e flessibile.
Secondo la ricostruzione del sito Voluntourism.org venne utilizzata per la prima volta nel 1998 dall’ufficio del turismo dello Stato del Nevada, negli Usa, per promuovere verso quella regione i viaggi di volontari disposti a dare un mano nella cura dei boschi. In Italia, secondo il linguista Tullio De Mauro, il termine fa la sua comparsa a Napoli nel 2001, in un discorso di Sandro Calvani, all’epoca rappresentante ONU per l’Asia, durante un convegno sul turismo sociale.

Migliaia di giovani (100 mila ogni anno in Inghilterra, 40 mila in Italia) si dedicano almeno una volta nella vita a un’esperienza di volonturismo. Nelle pause dal calendario universitario o nel cosiddetto gap year, terminati gli studi, molti si offrono come volontari per campi estivi organizzati da associazioni e ong, spesso in Paesi lontani, in Africa, America Latina, senza dimenticare le opportunità di mobilità giovanile dei progetti europei.
Durante il periodo di volontariato (da poche settimane ad alcuni mesi) essi imparano a riconoscere la diversità, diventano consapevoli di quanto è complessa la realtà, crescono come cittadini attivi.

L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), nel 2008, dettando le priorità per il futuro del turismo, ha incluso la sostenibilità economica tra gli obiettivi da perseguire e il volonturismo tra le pratiche da incoraggiare. Il volonturismo è, a modo suo, al servizio della pace: connette le persone e costruisce ponti tra Nord e Sud del mondo, contribuendo al dialogo tra i popoli.
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» Verso un Turismo Consapevole, di Sandro Calvani (Napoli, 31 Marzo 2001)
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